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Storia

 

Storia

 Le relazioni bilaterali attraverso i rapporti diplomatici

Nel 1861, al momento della nascita del Regno d’Italia, vari Paesi europei riconobbero subito il nuovo stato, instaurando normali relazioni diplomatiche, con l’invio di rappresentanti diplomatici nelle rispettive capitali. Fra di essi il Regno di Svezia e Norvegia (quest’ultima accederà all’indipendenza nazionale solo mezzo secolo più tardi) quando il Re Vittorio Emanuele II nominò come suo rappresentante diplomatico presso il Re Carlo XV il Ministro Residente con lettere credenziali Andrea Tagliacarne, che giunse a Stoccolma il 27 marzo 1862, subito dopo la missione diplomatica nei Paesi Bassi, ove sin dal 1859 aveva rappresentato, quale Incaricato d’Affari, il Regno di Sardegna per esservi poi confermato dal Re d’Italia con la presentazione delle lettere credenziali nel 1861. Accreditati presso il Sovrano di Svezia e Norvegia furono successivamente Luigi Corti (1864), dapprima quale Ministro Residente con lettere credenziali ed in seguito come Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario; Luigi Rati Opizzoni (1867), Vittorio Sallier de la Tour (1871), Federico Costanzo Spinola (1879), Alessandro Tannini (1888) Alessandro Guasco di Bisio (1897), Emanuele Berti (1903) ed infine Alberto De Foresta (1904), tutti in qualità di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario con lettere credenziali.

Il predetto sarà l’ultimo diplomatico italiano a rappresentare il Re Vittorio Emanuele II presso il Re di Norvegia e Svezia Oscar II, in quanto nel 1905 sopravviene lo scioglimento dell’Unione tra la Norvegia e la Svezia, risultato, tra l’altro, di una insanabile controversia sulla richiesta norvegese di poter disporre di un servizio consolare autonomo rispetto a quello svedese. Secondo lo statuto dell’Unione, la politica estera era appannaggio esclusivo del Re di Svezia, che la esercitava tramite il Ministro degli Esteri, membro del Gabinetto svedese, il cui Ministero era costituito da soli funzionari svedesi. Le materie attinenti alla politica estera venivano trattate da due appositi organismi: il servizio diplomatico e il servizio consolare.

I funzionari diplomatici venivano accreditati dal Gabinetto ministeriale svedese, mentre i consoli, il cui compito era quello di trattare prevalentemente le materie commerciali e mercantili, venivano accreditati, dopo il 1836, da un “Gabinetto Congiunto” svedese-norvegese. Nel 1885 tale sistema venne unilateralmente cambiato con assunzione di responsabilità esclusiva per le nomine da parte del Ministro degli Esteri a Stoccolma. Ciò comportò una serie di reazioni a catena sfocianti in un insanabile conflitto bilaterale, cui andarono ad aggiungersi le polemiche sulla nazionalità del Ministro degli Esteri dell’Unione (tradizionalmente svedese). La delibera dello Storting (Parlamento nazionale norvegese, in funzione dal 1814) di istituire un servizio consolare norvegese si scontrò con un rifiuto di ratifica del Re Oscar II, che la interpretava come una violazione del principio di esclusività nella gestione della politica estera dell’Unione da parte della Corona. Seguirono le dimissioni del Governo norvegese. A fronte dell’impossibilità di formarne uno nuovo per il concorde rifiuto di tutte le forze politiche di Christiania, il Re dovette “con grande rincrescimento” prendere atto del fatto che l’ Unione fra i due Paesi sotto un comune monarca aveva cessato di esistere.

Il 7 giugno 1905 il Parlamento norvegese approvò una risoluzione per sciogliere  unilateralmente l’Unione. La risoluzione fu confermata da un referendum che approvò la dissoluzione dell’Unione con 368.208 voti a favore e 184 contrari. Le condizioni vennero concordate con un accordo a Karlstad, in Svezia, nel settembre del 1905. Subito dopo il Principe Carlo di Danimarca, sposato alla Principessa Maud, figlia del Re Edoardo VII del Regno Unito, venne prescelto con referendum quale Re di Norvegia, salendo al trono con il nome di Haakon VII. È a partire da questa data che i rappresentanti diplomatico-consolari verranno direttamente accreditati presso la Corte norvegese. Il Regno d’Italia fu tra i primi a riconoscere la Norvegia come stato indipendente e ad affidare all’allora Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario con lettere credenziali a Copenaghen Giorgio Calvi di Bergolo anche la missione norvegese. Stessa situazione si verificò con il suo successore Emanuele Berti, anch’egli con accreditamento principale in Danimarca. Soltanto con la nuova nomina di Fedele de Novellis, il 30 agosto del 1912 il rappresentante diplomatico italiano inizierà a risiedere effettivamente a Christiania, la capitale norvegese che solo dal 1925 riprenderà l’antico nome di Oslo che conserva attualmente. Dal 1955 in poi, con la nuova nomina di Paolo Vita Finzi, l’accreditamento presso la Corte norvegese avverrà con il titolo di Ambasciatore con lettere credenziali, innalzando così il rango precedente di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario.

 


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