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Lettera dell’Ambasciatore Nicoletti al Direttore dell’Aftenposten: “La dieta mediterranea è nella lista del patrimonio culturale dell’UNESCO”

Ambasciatore

L’11 gennaio è stata pubblicata la lettera inviata dall’Ambasciatore d’Italia in Norvegia, Stefano Nicoletti, al Direttore del quotidiano norvegese Aftenposten, in risposta ad un commento scritto dal giornalista Joachim Lund il 2 gennaio, dal titolo “Tieniti alla larga dalla dieta mediterranea”.

Gentile Direttore,
faccio riferimento all’articolo di Joachim Lund intitolato “Tieniti alla larga dalla dieta mediterranea” comparso su Aftenposten il 2 gennaio.
Vorrei ringraziare l’autore per aver raccontato ai lettori norvegesi l’interessante storia di Ancel Keys, biologo e nutrizionista americano, inviato al seguito delle truppe durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia.
Durante il suo soggiorno italiano, Keys rimase impressionato dalla bassa incidenza di disturbi gastrointestinali e patologie cardiovascolari nella regione della Campania. Dopo anni di ricerche giunse alla conclusione che l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, molti legumi e grassi in giusta misura come l’olio, aggiunte a poca carne e più pesce, fosse la “responsabile” dell’effetto benefico sulle popolazioni locali.
Questo approccio alimentare venne denominato “Mediterranean Diet” e fu divulgato nel libro “Eat Well and Stay Well”, un volume che fece molto scalpore negli USA.
La dieta mediterranea è stata poi riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO nel novembre 2010.
È importante comprendere che la Dieta Mediterranea non è solo una lista di alimenti o una tabella nutrizionale ricca di agenti antiossidanti e antinfiammatori come i grassi insaturi, con un effetto di riduzione dei lipidi, ma anche uno stile di vita legato alla preparazione e al consumo di cibo che si coniugano con il rispetto del territorio e della biodiversità e con la cultura dell’ospitalità, creando un forte senso di identità culturale delle comunità nel bacino Mediterraneo.
Oggi, la Dieta Mediterranea costituisce un modello per affrontare le sfide degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 e della nuova strategia Farm to Fork europea.
Il vostro articolo segnala in maniera allarmata come in Italia (ed altrove) le nuove generazioni stiano evolvendo verso modelli alimentari che si discostano dalla Dieta Mediterranea, prediligendo panini, cibi surgelati e già pronti al consumo, bibite gassate, dolciumi zuccherati. Questa è innegabilmente una pericolosa deriva che va combattuta innanzitutto con una buona educazione alimentare da instillare in famiglia e sui banchi di scuola alle giovani generazioni.
Ma vorrei ricordare che fra le tendenze in atto in Italia ve ne sono anche di ben più incoraggianti. Forse non tutti sanno che il movimento internazionale “Slow food” è nato in Italia, a Torino, dalla geniale intuizione di Carlo Petrini, il suo fondatore. “Slow food” punta a valorizzare non solo autentiche trattorie e presidi alimentari di tutela dei prodotti regionali tipici del territorio, ma anche a favorire una filosofia di vita antagonista al concetto di “fast food” inteso come standardizzazione planetaria del consumo alimentare che viene ridotto all’esigenza funzionali di alimentarsi, spesso attraverso cibi non propriamente salutari.
E forse non tutti sanno che il movimento “Slow food” promuove ogni anno un grande Salone del Gusto a livello internazionale, chiamato “Terra madre” la cui prossima edizione si terrà a Torino dal 26 al 30 settembre.
Il Marketplace di Terra Madre Salone del Gusto è un festoso luogo di incontro fra migliaia di produttori di tutto il mondo e centinaia di migliaia di visitatori. È vetrina della straordinaria diversità gastronomica dei cinque continenti, con una attenzione particolare alla difesa della biodiversità e alla promozione di pratiche agro-ecologiche ecosostenibili.
Esistono quindi – anche nella realtà italiana attuale – segni di speranza che puntano verso il recupero e la valorizzazione di quei valori che sono alla base della Dieta Mediterranea.
L’Ambasciata d’Italia ad Oslo contribuisce alla diffusione di tali valori specie attraverso la Settimana della Cucina Italiana nel mondo che viene celebrata ogni novembre. Quest’anno l’abbiamo dedicata all’enogastronomia umbra, avendo come ospite d’onore l’Olio Extra Vergine d’Oliva che è un prodotto iconico di quella Regione.
Ed è stato bello, oltre che incontrare operatori di settore ed importatori, avere l’opportunità di parlare anche ai ragazzi e ragazze di un liceo e di una scuola professionale di Oslo, dove siamo andati con i produttori artigianali a svolgere Masterclass e degustazioni al bicchiere di olio EVO.
È così che abbiamo cercato di dare il nostro piccolo contributo ad una cultura alimentare più consapevole e più sana, nel solco della millenaria tradizione della Dieta Mediterranea.

Stefano Nicoletti
Ambasciatore d’Italia in Norvegia

La lettera è stata pubblicata in lingua norvegese sul quotidiano Aftenposten il 2 gennaio 2024:
https://www.aftenposten.no/meninger/debatt/i/MoQP0R/middelhavsdietten-er-paa-unescos-kulturarvliste

Il commento di Joachim Lund si trova qui.