{"id":1578,"date":"2020-05-12T11:24:20","date_gmt":"2020-05-12T09:24:20","guid":{"rendered":"https:\/\/amboslo.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2020\/05\/marco-casula-il-tecnico-del-cnr\/"},"modified":"2020-05-12T11:24:20","modified_gmt":"2020-05-12T09:24:20","slug":"marco-casula-il-tecnico-del-cnr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amboslo.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2020\/05\/marco-casula-il-tecnico-del-cnr\/","title":{"rendered":"Marco Casula: il tecnico del CNR bloccato al Polo Nord per il coronavirus"},"content":{"rendered":"<p>Marco Casula, 28 anni, \u00e8 tra i pi\u00f9 giovani dipendenti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e ora \u00e8 anche <strong>l\u2019unico italiano rimasto nel villaggio internazionale di ricerca di Ny-\u00c5lesund, nelle isole Svalbard<\/strong>.<\/p>\n<p>Attraverso la sua storia ci racconta <strong>come la pandemia da coronavirus abbia cambiato la vita in uno dei luoghi pi\u00f9 isolati e particolari della Terra<\/strong>.<\/p>\n<p>Marco \u00e8 un tecnico dell\u2019Istituto di Scienze polari del CNR e ha lasciato l\u2019Italia il 1 gennaio con la previsione di rientrare entro i primi di aprile.<br \/>Tuttavia, data la situazione di emergenza globale, si \u00e8 ritrovato bloccato a Ny-\u00c5lesund.<br \/>Qui si \u00e8 insediato in qualit\u00e0 di <strong>acting station leader<\/strong>, con mansioni di tipo pratico e operativo da svolgere sul campo (attivit\u00e0 di campionamento, cambio filtri, raccolta neve o ghiaccio marino, riprogrammazione e manutenzione degli strumenti) e altre in laboratorio (inserimento di dati online).<br \/>Marco, ci spiega, pianifica il giorno precedente il lavoro dell\u2019indomani: \u201cLa nostra attivit\u00e0 di ricerca qui \u00e8 un lavoro quotidiano che non conosce orari e festivit\u00e0 e dove <strong>gli imprevisti sono sempre possibili, quindi lavorare in anticipo \u00e8 fondamentale<\/strong> cos\u00ec da avere una finestra di tempo per poter reagire e risolverli\u201d.<\/p>\n<p>Questo ha costituito un vantaggio di fronte all\u2019emergenza Covid. Infatti ci spiega che lui, cos\u00ec come i suoi colleghi, non sono stati presi alla sprovvista dalla pandemia, perch\u00e9 il loro lavoro e il luogo in cui si trovano a svolgerlo impone di essere flessibili e preparati ad affrontare ogni situazione ed emergenza. La vita al Polo Nord \u00e8 gi\u00e0 rischiosa in tempi normali: temperature bassissime, valanghe, orsi polari, ai quali si aggiungono il buio pesto e il silenzio assordante della notte artica, oltre al pericolo di cadere in un crepaccio se ci si avventura nei ghiacciai. \u201cInsomma\u201d riassume Marco, \u201c<strong>serve calma e sangue freddo<\/strong>, come diceva una canzone\u201d.<\/p>\n<p>Oltre alla prontezza, il personale era gi\u00e0 avvezzo a una situazione di <strong>isolamento<\/strong>: il centro di ricerca di Ny-\u00c5lesund pu\u00f2 ospitare fino a un massimo di 200 persone tra ricercatori e personale tecnico, e la capienza massima della base Dirigibile Italia \u00e8 di 7 persone. Ora, in tutto il centro sono in 30, di cui lui \u00e8 l\u2019unico italiano. Il Centro \u00e8 suddiviso in basi, una per paese, e dispone di alcune aree comuni, come la mensa, la palestra, un bar\u2026 \u201c\u00c8 come vivere in una bolla di sapone. Ti dissoci dal resto del mondo\u201d, sostiene Marco, \u201cqui sembra che il tempo si sia fermato e si respira un clima felice\u201d.<\/p>\n<p>In questo luogo dalla dimensione spazio-temporale cos\u00ec particolare, le relazioni con il prossimo sono potenziate.<br \/>Dati i pericoli, la regola genere \u00e8 quella di uscire sempre in due e di essere sempre collegati con la radio, oltre che equipaggiati di telefono satellitare, una pistola lancia razzi e un fucile (da usare solo in caso di serio pericolo, contro gli orsi).<br \/>Inoltre, vige il silenzio radio: perci\u00f2 per accordarsi o comunicare spesso serve che avvengano delle interazioni fisiche.<\/p>\n<p>Queste ultime ci racconta che con il Covid non si sono affievolite, ma anzi rafforzate!<\/p>\n<p>Marco infatti \u00e8 il responsabile della Stazione Artica Dirigibile Italia del CNR in loco e si interfaccia regolarmente con i referenti della base che si trovano in Italia, con il suo Direttore e coi colleghi dell\u2019Istituto di Scienze Polari. Perci\u00f2, sebbene incaricato di comunicare aggiornamenti al nostro paese, data l\u2019emergenza, si \u00e8 trovato a dover collaborare e operare anche in aiuto di finlandesi, giapponesi, coreani e chiunque ne necessiti.<\/p>\n<p>Infatti, la pandemia ha causato un blocco del ricambio del personale di tutte le basi. Questo ha portato ognuna di esse a concepirsi non pi\u00f9 solo nella sua singolarit\u00e0, quindi dedita alla propria attivit\u00e0, ma anche come parte di un nucleo pi\u00f9 grande, che \u00e8 quello di tutto il centro di Ny-\u00c5lesund. Ora ogni addetto alle varie basi si rende disponibile anche a contribuire a condurre le attivit\u00e0 delle altre.<\/p>\n<p>Di fatto, l\u2019isolamento intrinseco alla base di Ny-\u00c5lesund fa s\u00ec che la <strong>cooperazione e i rapporti umani tra le persone che la popolano siano alla base della quotidianit\u00e0<\/strong> gi\u00e0 in tempi normali: Marco ci racconta di momenti di svago in comune in palestra, in mensa e nel bar, che gestiscono a turnazione.<\/p>\n<p>Tutti questi luoghi sono stati chiusi o hanno preso le dovute precauzioni durante le fasi pi\u00f9 acute della pandemia, ma sono ora tornate a una conduzione normale, sebbene sempre con le giuste cautele. Di fatto, l\u2019insediamento delle Svalbard \u00e8 stato uno dei primissimi luoghi in cui si sono presi provvedimenti per il covid-19, il cui pericolo \u00e8 stato aggirato con altrettanta velocit\u00e0. \u201cIl ricercatore cinese ci ha raccontato cosa stava succedendo\u201d, ci spiega Marco, \u201ce cos\u00ec abbiamo subito preso le precauzioni necessarie (utilizzo di disinfettanti, la chiusura dei pochi servizi disponibili, quarantene eventuali\u2026)\u201d.<br \/>Tuttavia, la maggior parte del personale era arrivato ai primi di gennaio e fino ad oggi non ha mai manifestato sintomi, perci\u00f2, in accordo col governatore delle Svalbard, hanno ottenuto in breve tempo una deroga alle norme pi\u00f9 stringenti vigenti invece nel resto della Norvegia.<\/p>\n<p>In questo microcosmo di ghiaccio la vita continua tranquilla e silenziosa anche in tempi di coronavirus e Marco, tra il lavoro e avvistamenti di orsi e aurore, si dice sereno e volenteroso di tornarci anche in futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2020\/05\/dsc00495.jpg\" alt=\"dsc00495\" width=\"750\" height=\"501\" \/><\/p>\n<p>Foto: Marco Casula<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2020\/05\/img_0716.jpg\" alt=\"img 0716\" width=\"750\" height=\"563\" \/><\/p>\n<p>Foto: Marco Casula<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2020\/05\/dsc01358.jpg\" alt=\"dsc01358\" width=\"750\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>Foto: Marco Casula<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Marco Casula, 28 anni, \u00e8 tra i pi\u00f9 giovani dipendenti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e ora \u00e8 anche l\u2019unico italiano rimasto nel villaggio internazionale di ricerca di Ny-\u00c5lesund, nelle isole Svalbard. 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