{"id":1658,"date":"2019-07-03T14:12:49","date_gmt":"2019-07-03T12:12:49","guid":{"rendered":"https:\/\/amboslo.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/07\/francesco-de-palma-lo-chef-con\/"},"modified":"2019-07-03T14:12:49","modified_gmt":"2019-07-03T12:12:49","slug":"francesco-de-palma-lo-chef-con","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amboslo.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/07\/francesco-de-palma-lo-chef-con\/","title":{"rendered":"Francesco De Palma, lo Chef con i baffi e Madre Matera."},"content":{"rendered":"<p>Madre Matera, cucina e vita in Norvegia: la storia di Francesco De Palma<\/p>\n<p>\u201cIl know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacit\u00e0 di maneggiare l\u2019impasto della pizza, esibirsi e condividere, \u00e8 un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in <strong>un rito sociale<\/strong>, il cui bancone e il forno fungono da \u00ab<strong>palcoscenico<\/strong>\u00bb durante il processo di produzione della pizza. Ci\u00f2 si verifica in un\u2019atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti.\u201d<\/p>\n<p>Queste sono alcune delle motivazioni per cui l\u2019UNESCO, nel 2017, ha deciso di far diventare la pizza napoletana patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato di <strong>pizza, sperimentazioni e vita in Norvegia con Francesco De Palma, chef e pizzaiolo originario della Basilicata che, dopo anni in Toscana, si \u00e8 trasferito ad Oslo<\/strong>.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno Francesco ha partecipato al Campionato Mondiale della Pizza e ha presentato la sua creazione, \u201c<strong>Madre Matera<\/strong>\u201d, in onore della sua terra d\u2019origine, Matera, eletta Capitale Europea della Cultura 2019. Madre Matera ha tutti i colori dell\u2019Italia ed \u00e8 un connubio tra prodotti tipici italiani e norvegesi, tra italianit\u00e0 e nordicit\u00e0, in quanto \u00e8 una pizza a base bianca, con mozzarella di bufala, parmigiano, pomodorini confit e che una volta uscita dal forno viene condita con il peperone crusco (prodotto lucano IGP), il bergamotto (l\u2019 \u201doro verde\u201d della Calabria), petto di anatra, rabarbaro (usato soprattutto nel Nord Europa), semi di girasole tostati e basilico fresco.<\/p>\n<p>Francesco ci tiene a sottolineare<strong> la diversit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei prodotti italiani<\/strong>, il poter comporre un piatto eccellente con solo due o tre ingredienti. La grande soddisfazione che ha avuto \u00e8 stata il poter portare quasi tutto il menu che aveva nel suo ristorante a Siena qui a Oslo.<\/p>\n<p>Francesco viveva infatti con sua moglie e suo figlio nella campagna senese e aveva avviato un ristorante, che ha gestito per nove anni. Tra i clienti abituali del ristorante c\u2019era una famiglia norvegese amante della Toscana e della cucina di Francesco, che consigliava spesso allo chef di trasferirsi in Norvegia, paese che avrebbe potuto offrire molte possibilit\u00e0 per la sua attivit\u00e0 e la sua famiglia.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, complice la crisi economica, Francesco e la sua famiglia hanno deciso di trasferirsi ad Oslo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso \u00e8 stata un\u2019affermazione di suo figlio, che, passando molto tempo nel ristorante, viveva una vita che non si era scelto. Questa \u00e8 stata la sofferenza pi\u00f9 grande che ha fatto capire a Francesco di dover fare qualcosa per dare a suo figlio una vita migliore. Come racconta Francesco, \u201cnon si pu\u00f2 fare niente senza <strong>sofferenza<\/strong>: perch\u00e9 se tutto va bene e quest\u2019ultima manca, la<strong> spinta al cambiamento<\/strong> non arriva\u201d. Ecco perch\u00e9, quando gli viene chiesto quali consigli darebbe a chi stesse pensando di trasferirsi in Norvegia, risponde \u201c<strong>pazienza, coraggio e impegno<\/strong>\u201d: \u00e8 importante uscire dalla comfort zone, per scoprire di riuscire a fare cose che mai si sarebbe pensato di riuscire a fare.<\/p>\n<p>Una volta arrivato ad Oslo, Francesco \u00e8 stato aiutato dai suoi amici norvegesi, che lo hanno incanalato nella realt\u00e0 di Oslo. La difficolt\u00e0 pi\u00f9 grande nel lasciare Siena \u00e8 stata lasciare<strong> la sua famiglia<\/strong>, che non lo ha seguito subito, ma che, racconta, lo ha supportato molto all\u2019inizio di questa nuova avventura. Quando poi Francesco ha trovato lavoro, sua moglie e suo figlio lo hanno raggiunto e hanno continuato questa nuova vita norvegese insieme.<\/p>\n<p>Parlando delle differenze tra i settori turistico-gastronomici italiano e norvegese e tra lo stile di vita che Francesco svolgeva in Italia e quello che svolge qui, alcune lo hanno colpito in modo particolare.<\/p>\n<p>Da una parte \u00e8 importante per Francesco non stravolgere le ricette italiane ed \u201ceducare\u201d i palati norvegesi alla nostra cucina, che \u00e8 anche uno stile di vita. I norvegesi infatti stanno sempre pi\u00f9 scoprendo le prelibatezze gastronomiche italiane ma spesso chiedono a Francesco di modificarle, come ad esempio togliendo il bordo alla pizza. Dall\u2019altra Francesco ha dovuto cercare qualche stratagemma per insaporire i prodotti trovati in Norvegia, essendo molto pi\u00f9 insipidi di quelli italiani, utilizzando accostamenti che mai avrebbe immaginato.<\/p>\n<p>In Norvegia ha cambiato il suo stile di vita e della sua famiglia. Francesco infatti non ha la preoccupazione del \u201cprodurre il pi\u00f9 possibile\u201d propria del libero professionista. Inoltre, \u00e8 rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che i datori di lavoro norvegesi, consapevoli del valore del capitale umano, hanno la buona abitudine di ringraziare sempre i propri lavoratori a fine giornata per il lavoro svolto.<\/p>\n<p>Pensando al<strong> futuro<\/strong> Francesco si immagina qui, ad Oslo, ma vuole comunque tenersi aperta la possibilit\u00e0 di tornare un giorno in Italia, perch\u00e9 \u201cl\u2019Italia \u00e8 sempre l\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/07\/img_45131.jpg\" alt=\"img 45131\" width=\"367\" height=\"500\" \/>\u00a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/07\/img_45141.jpg\" alt=\"img 45141\" width=\"333\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/07\/img_45101.jpg\" alt=\"img 45101\" \/><\/p>\n<p>Foto: Jan Kh\u00fcr su Instagram: @jankhur<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Madre Matera, cucina e vita in Norvegia: la storia di Francesco De Palma \u201cIl know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacit\u00e0 di maneggiare l\u2019impasto della pizza, esibirsi e condividere, \u00e8 un indiscutibile patrimonio culturale. 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