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Vincenzo e Wenche. La storia di un grande amore

Data:

17/11/2020


Vincenzo e Wenche. La storia di un grande amore

Vincenzo De Meo è l’italiano più anziano ancora vivente in Norvegia.


Nato il 15 marzo 1922 in via Toledo, al centro di Napoli, da Ferdinando e Antonietta Bascolo De Meo, che oltre a Vincenzo hanno avuto altre tre figlie.


Pochi anni dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Vico Equense, città di cui e’ originaria la famiglia di Antonietta.
Ed e’ nella Penisola sorrentina che Vincenzo incontra la norvegese Wenche, giovane studentessa in viaggio di studio.

L’incontro avviene nel 1954 ed è amore a prima vista: i due ballano nel giardino dell'hotel dove lei alloggia e la sera fanno un romantico giro in carrozzella a Sorrento.
Segue un lungo e affettuoso scambio di lettere e Wenche ad un certo punto si reca con sua madre in Italia per visitare Vincenzo e la sua famiglia a Vico Equense.

La corrispondenza amorosa prosegue; Vincenzo decide di partire per la Norvegia addirittura in Lambretta, accompagnato da un amico. Un viaggio certamente avventuroso, che segna il primo incontro con la Scandinavia e con la Norvegia.

Vincenzo si laurea in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Napoli nel 1955 e qualche mese dopo i fidanzati decidono di sposarsi.
Vincenzo si trasferisce in Norvegia e i due si sposano nel 1958 nella chiesa di Frogner, successivamente ricevono la benedizione cattolica nella chiesa di St. Olav.

Due anni dopo (nel 1960) nasce Erling Fernando e successivamente Axel Marco (1966).
In questi anni la famiglia vive a Oscarsgate 46 – proprio dietro all’edificio dell'Ambasciata italiana, da cui sono divisi da una semplice recinzione.
Vivranno a questo indirizzo fino al 1972, anno in cui la famiglia si trasferisce a Neuberggate; questa data segna anche l' anno della conversione di Wenche al cattolicesimo.

Vincenzo non riesce ad utilizzare la sua formazione giuridica in Norvegia, ma viene assunto pero’ alle Poste dove lavora fino al pensionamento. Non è stato in verità mai molto appassionato del suo lavoro, ma ha sempre apprezzato la sicurezza e la stabilità che il lavoro alle Poste gli garantiva.

Marito e padre esemplare, Vincenzo si è sempre dedicato alla sua famiglia, sia quella creata in Norvegia che alla famiglia d'origine – i genitori e le sorelle - in Italia.
Non è mai diventato norvegese, ma si è sinceramente affezionato al paese in cui ha messo su famiglia. E’ stato ed è ancora affettuosamente legato alla moglie ed è sempre stato solidamente presente per noi due figli, con il suo sostegno e il suo affetto in tutte le occasioni.

Tutti gli anni la nostra famiglia si recava in Italia per un soggiorno estivo a Vico Equense. Abbiamo sempre viaggiato in treno e abbiamo molti bei ricordi sia dei viaggi che dei soggiorni in Italia. Abbiamo vissuto molto tempo con i genitori di Vincenzo e consolidato un'identità italiana che è ancora importante per noi due figli.
Tutti gli anni ci si recava in Italia, tranne poche eccezioni; l'ultima viaggio della famiglia al completo e’ stato nel 2015.

Il nonno italiano é morto nel 1973 e la nonna poco dopo. Delle tre sorelle una si è trasferita a Londra e le altre due, ormai vedove, hanno sempre vissuto a Napoli.

Vincenzo e la sua famiglia dopo la morte della madre hanno comprato una casa a Vico Equense, a Via Bonea, con vista sul Golfo, il Vesuvio e Napoli in lontananza.
In Norvegia Vincenzo si è appassionato sempre più alla natura e anche qui ha voluto una casa al mare, esattamente a Rosendal; una bella casa circondata da un giardino norvegese e bellissimi boschi dove Wenche e Vincenzo amano soggiornare dividendo il loro tempo tra questa dimora e quella di Vico Equense.

Padre e marito esemplare, Vincenzo ha un legame molto solido con tutti i membri della famiglia. Da più di 60 anni i miei genitori sono inseparabili e hanno sempre vissuto collaborando e convivendo in armonia. Vincenzo non ha mai avuto molti amici in Norvegia al di là della sua famiglia e di quella della moglie: un uomo di casa, appassionato di letteratura, arte, cultura e tecnologia.

Oggi Vincenzo a 98 anni; non sente bene e anche la vista non è più quella di prima, ma legge quotidianamente i giornali italiani e guarda le trasmissioni della RAI in televisione.
Fa la sua ginnastica mattutina e dimostra sempre buon umore e ottimismo.
Inoltre aiuta sua moglie quotidianamente, soprattutto dopo che lei si è ammalata di cancro un anno fa. E’ un uomo di poche parole, generoso e altruista quando si tratta di cose importanti.

Un vecchio amico italiano lo ha definito come “un uomo coraggioso che si e’ trasferito in Norvegia!”
Tutto ciò è un grande orgoglio per noi due figli, felici dei nostri genitori che possono ancora vivere in casa e lavorare insieme, in una vecchiaia tranquilla e sicura insieme a tutta la loro famiglia.

(testo preparato da Erling Fernando, uno dei due figli di Vincenzo e Wenche)

 

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