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Le sculture di Davide Rivalta nel parco della residenza di Oscarshall fino al 15 settembre

Oscarshall

La mostra di Davide Rivalta dal titolo “Come si attende ogni ritorno” ha aperto il 4 maggio nel parco della Oscarshall, la residenza della Famiglia Reale a Bygdøy. L’esposizione all’aperto rimarrà aperta al pubblico per tutta la stagione estiva (ingresso libero) e consentirà di fare una passeggiata tra oltre dieci sculture di “animali selvatici” in bronzo, fibra di vetro e alluminio.

Disseminati attorno alla residenza di Oscarshall, gli animali di Davide Rivalta potranno finalmente “muoversi liberamente” per tutta l’estate nel parco affacciato sul fiordo di Oslo. Il parco di Oscarshall non è un luogo selvaggio, ma è stato sapientemente progettato secondo l’ideale del giardino romantico ottocentesco, come “interpretazione ideale del paesaggio spontaneo”. E’ la prima volta che le sculture di Rivalta vengono esposte in Norvegia.

In occasione della mostra, il Centro Coreografico Nazionale Aterballetto offrirà al pubblico tre MicroDanze, ovvero brevi coreografie realizzate in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri nell’ambito del progetto “Italia Danza”. Gli spettacoli di danza avranno luogo in concomitanza con le visite guidate alla Oscarshall sabato 4 maggio alle ore 11:00, 13:00 e 15:00.

La mostra e gli spettacoli, nati sulla scia della visita di Stato del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella dello scorso anno, sono una collaborazione tra le Collezioni Reali della Norvegia, l’Ambasciata d’Italia a Oslo e l’Istituto Italiano di Cultura a Oslo.

Il progetto include anche un intervento in città, presso l’Ambasciata e presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Oslo, dove sono collocati tre lupi e un orso. Come spiega Davide Rivalta, “L’apparizione di questi animali selvatici crea uno stacco geografico e spinge il visitatore ad immaginare paesaggi lontani…e richiama la tradizione delle Case Reali, che sin dall’antichità usavano regalare degli animali esotici”.

L’esposizione di Rivalta intende “liberare” gli animali selvatici ritratti in cattività e impressi nel bronzo. Il paesaggio urbano sta in contrasto con i luoghi d’origine degli animali selvatici e con gli animali stessi. Questa dicotomia crea un’atmosfera irreale e suggestiva che sorprende lo spettatore e lo fa riflettere.